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giovedì 10 gennaio 2013

Testimonianze di santità diaconale [3]


Un articolo apparso sul n° 175 della rivista Il Diaconato in Italia, numero monografico dal titolo Testimonianze di santità diaconale, mi ha riportato ai momenti più importanti della mia vita e della mia consacrazione diaconale; a riflettere, con semplicità ma con serietà davanti a Dio, sul mio essere diacono e sul mio vivere con generosità e gratitudine il dono ricevuto, nonostante le quotidiane difficoltà ed i momenti di oscurità che richiamano irresistibilmente l'intimità con il Signore.
L'articolo, "Tra l'imposizione delle mani e la preghiera consacratoria", di Vincenzo Testa, diacono ed amico carissimo, si può leggere interamente nel mio sito di testi e documenti.

Ecco l'inizio dell'articolo:
«Per sant'lgnazio di Antiochia una Chiesa particolare senza vescovo, presbitero e diacono sembra impensabile. Egli sottolinea come il ministero del diacono non è altro che «il ministero di Gesù Cristo, il quale prima dei secoli era presso il Padre ed è apparso alla fine dei tempi». Così si legge al n. 2 delle "Norme fondamentali per la formazione dei diaconi permanenti".
Chiedersi oggi se tutto questo sia ancora creduto, voluto e sperato è un dubbio che non è più possibile eludere se vogliamo restare fedeli all'impegno e alle promesse che hanno preceduto l'imposizione delle mani e la preghiera di ordinazione con la quale ciascun diacono ha ricevuto il ministero dal proprio vescovo. Viviamo tutti, per davvero, tempi complicati, momenti difficili, situazioni complesse in un contesto assolutamente nuovo. Interrogarsi oggi sui diaconi nella Chiesa mi è sembrato e mi sembra un'urgenza ineludibile per cercare di dare un senso alla nostra vocazione diaconale. Trascinarsi stancamente dentro i giorni, i mesi e gli anni vagando senza una meta credo sia qualcosa che è umanamente atroce. […]».
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