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venerdì 11 gennaio 2013

Essere scelti dall'amore eterno di Dio


Battesimo del Signore (C)

Appunti per l'omelia

Nella festa del Battesimo del Signore celebriamo altri aspetti della manifestazione di Dio in Gesù, della sua Epifania.
Chi riceveva il battesimo da Giovanni, con tale gesto si riconosceva peccatore, bisognoso di essere perdonato e purificato da Dio e manifestava pubblicamente la volontà di percorrere un cammino di conversione alla scuola e sotto la guida del Battista per prepararsi ad accogliere il Messia. Non poteva non suscitare stupore e scandalo nei primi cristiani il fatto che anche Gesù - l'innocente, il Figlio di Dio - si sia mescolato con i perduti, in coda anche Lui aspettando il proprio turno per essere battezzato.
L'Incarnazione non è soltanto il farsi uomo del Figlio di Dio, ma il farsi fratello dei peccatori, prendendo su di sé la loro realtà di peccato e accettandone tutte le conseguenze. La Croce sarà l'ultimo traguardo di questo "sprofondare", per amore, del Figlio di Dio nell'esperienza umana di lontananza e separazione da Dio. Con il suo battesimo Gesù manifesta la scelta di essere uno di noi, uno con noi, solidale col popolo insieme al quale riceve il battesimo. Anzi il suo battesimo porta a compimento quello del popolo. Colui, però, che per amore si è identificato con i suoi fratelli peccatori, Dio, il Padre, lo riconosce e lo manifesta come il proprio Figlio e gli dona lo Spirito Santo.
«Il cielo si aprì». La comunicazione tra Dio e gli uomini, che era stata interrotta dal peccato, ora riprende. Il dialogo si fa nuovo e intenso. La via è libera perché lo Spirito di Dio, cioè la sua infinita vitalità e potenza, il suo amore traboccante, venga riversato sulla terra: «e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come di colomba». Qualunque sia il senso preciso dell'immagine, tuttavia si vuol dire che l'intera realtà di Dio si raccoglie e si concentra in Gesù. Egli si sente sotto la presa di Dio e, invaso dal suo Spirito d'amore, sperimenta su di sé tutta la sua tenerezza paterna. E ascolta, rivolta a Lui, una dichiarazione inaudita: «Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento».
Il battesimo rappresenta per Gesù una svolta decisiva: ricevendo la forza dello Spirito e ascoltando la voce del Padre, dà inizio alla sua missione. Ma il suo battesimo diventa in qualche modo simbolo e anticipo di quello cristiano, del nostro. L'esperienza che Gesù fa, la partecipa ai credenti, a coloro che attraverso il battesimo sono introdotti nella comunità cristiana e lo incontrano: il dono dello Spirito e la condizione filiale rispetto a Dio. Il Battista lo aveva annunciato, dichiarando che Gesù «è più forte» di lui e la distanza che li separa è incolmabile. La superiorità di Gesù rispetto a Giovanni si evidenzia nel rapporto fra i rispettivi battesimi: «Io vi battezzo con acqua... Costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco». Giovanni battezza, cioè "immerge" nell'acqua, Gesù "immerge" nello Spirito Santo.
Guardando a questa scena del Giordano, possiamo anche noi rivivere il momento del nostro battesimo. Attraverso questo rito di ingresso nella comunità cristiana sono stato accolto nella Chiesa. Qui ho incontrato Gesù, che è il cuore pulsante di questa famiglia, e Gesù mi ha legato a sé per sempre. E anche su di me è sceso lo Spirito Santo invadendomi col suo amore. E anche su di me il Padre, abbracciandomi con infinita tenerezza, ha incominciato a dichiarare: "Tu sei mio figlio. Sei tutta la mia gioia". E non si è ancora stancato di ripeterlo. È cominciata per me la più grande avventura, la più bella storia d'amore che mai sia stata vissuta, la storia d'amore tra il Padre e ognuno dei suoi figli.
Col battesimo siamo entrati nella famiglia di Dio per pura grazia, perché Lui ci ha scelti. In questa famiglia non si vale per le opere che si fanno, per quello che si produce. Si vale solo perché Dio ci ama. E l'amore di Dio per noi è eterno.
Il battesimo non può essere ripetuto, perché è una parola d'amore eterno di Dio su di noi. Un amore che ci fa figli suoi e mai nulla, neppure il nostro tradimento, potrà cancellare il fatto che siamo suoi figli.



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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Tu sei il Figlio mio: l'amato (Lc 3,22)
(vai al testo) - (pdf, formato A5/A4c)

Commenti alla Parola:
  di Marinella Perroni (VP 2012)
  di Claudio Arletti (VP 2009)
  di Enzo Bianchi

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