venerdì 25 maggio 2012

L'inestimabile dono


Pentecoste (B)

Appunti per l'omelia

Oggi la Chiesa celebra la Solennità della Pentecoste. 50 giorni dopo la risurrezione di Cristo gli apostoli, riuniti nel Cenacolo insieme alla Vergine Maria, ricevono il dono dello Spirito Santo promesso da Gesù, quale frutto eccelso della Risurrezione. È la realtà della Pasqua giunta al suo pieno compimento.
La terza Persona della Santissima Trinità, il legame divino di unità e di comunione che lega il Padre e il Figlio, è donato a noi.
È una "cascata" di luce, di forza, di amore, nell'impetuosità del vento, nell'apparire del fuoco. È la trasformazione radicale dei discepoli in autentici coraggiosi ed entusiasti testimoni del Signore Risorto. Da qual giorno la Chiesa inizia il suo cammino, un cammino che mai si ferma, un evento sempre presente e puntuale, come una sorgente perennemente zampillante.
Ciò che è accaduto allora, accade anche oggi!
"Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare". A chi?
Innanzitutto a Dio. Ora possiamo parlare a Dio in modo inaspettatamente nuovo: lo Spirito ci ha cambiato il cuore, ci ha donato un cuore di figli, ha creato in noi un rapporto di familiarità inaudita col Padre.
E si parla agli altri, "parlando delle grandi opere di Dio", annunciando il Vangelo, la buona notizia che il Signore è risorto.
In altre lingue. E tutti quelli che ascoltano comprendono. È lo Spirito Santo che trasforma i rapporti tra le persone: quando si ama, ci si intende, ci si capisce. Il linguaggio dell'amore rende tutto comprensibile. È il miracolo della Chiesa, dove, di tanti popoli e culture, ci si incontra come in una sola famiglia, dove nessuno si sente straniero, pur mantenendo la propria identità. È la capacità di trasmettere il Vangelo in "altre lingue", in forme sempre nuove.
Questo è possibile perché lo Spirito, donatoci a piene mani, è il "Respiro" di Dio, di Cristo. Attraverso di Lui il Padre e il Figlio "respirano" in me, vivono, amano, gioiscono in me. Lo Spirito è l'eterno legame di unità fra l'Amante e l'Amato, fra il Padre e il Figlio. È la gioia eterna, piena, infinita, traboccante. È, come afferma Giovanni Paolo II, "l'Amore-Persona in seno alla Trinità che è tutta Amore".
Per questo lo Spirito è l'artefice dell'unità della Chiesa nella varietà dei doni.
È la "luce dei cuori" che ci fa gustare le parole di Gesù, "portandoci alla verità tutta intera", di quella verità di cui rendere testimonianza.
È Colui che nel nostro intimo ci suggerisce e ci fa chiamare, con Gesù, Dio, il nostro "Papà, l'Abbà".
È Lui che ci dà la forza di resistere ad ogni tentazione, di andare contro corrente, di ricominciare sempre, di rimanere fedeli a Gesù.
È Lui che ci "ispira" e fa sgorgare dal nostro cuore quel grazie che è tutta la nostra vita. Grazie, solo grazie!



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Vedi anche:

Parola-sintesi proposta (breve commento e una testimonianza):
Vieni Santo Spirito, riempi il cuore dei tuoi fedeli (Canto al Vangelo)
(vai al testo) - (pdf, formato A5)

Commenti alla Parola:
di Marinella Perroni (VP 2012)
di Claudio Arletti (VP 2009)
di Enzo Bianchi





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